Legge elettorale : per i cittadini è nulla .. per i politici è tutto . Perchè ?

Alchemia-34r

Legge elettorale : per i cittadini è nulla .. per i politici è tutto . Perchè ?

La ragione è che il voto di Lista esalta l’importanza dei partiti (e le correnti all’interno dei essi) , ed essi scendono in campo , scannandosi per trovare la formula a ciascuno di essi più congeniale

Sbarramenti , soglie , coalizioni , apparentamenti voto congiunto e disgiunto , eventuale CUN (collegio unico nazionale per il recupero dei resti) , il tutto in funzione di una gradualità alchemica fra proporzionale e maggioritario (alchemica : cioè la formula per fare felici i partiti più grossi e non scontentare troppo quelli piccini) – per non parlare del dilemma delle liste bloccate o delle preferenze , e se si accettano le preferenze devono essere una o più di una … e il rischio mafia sulle preferenze compravendute … ?

Ecco , beccatevi il voto di Lista

L’alternativa democratica è il collegio Uninominale (il cd. Mattarellum) – abolito da Berlusconi nel lontano 2006 . Venne la legge Porcata (il cd. Porcellum) .

Dopo , un’agonia quasi decennale … e la quadra ancora non si trova

L’astro nascente di FI : Silvia Sardone

Silvia Sardone : FI deve tornare in mezzo alla gente

Io penso che la signora Sardone , l’astro nascente nel girone appena esterno al cerchio magico del Banana , debba la sua unzione a tre fattori :

a) è giovane e carina

b) è una mamma

c) forse ( a voler essere proprio generosi ) possiede una voce gradevole

Intervistata da Repubblica (v. il link che sotto riporto) – ha espesso una frase che mi ha colpito : “io dico che dobbiamo tornare a stare tra la gente”

Ma che idea geniale ! Tipicamente evocativa di una logica mafiosa-clientelare

Infatti nella cultura clientelare un Amministratore non è che deve a) non rubare e b) possibilmente amministrare con decenza … no , deve stare appunto in mezzo alla gente , per concedere piccoli favori e favoritismi , e insieme allargare il parco-clienti . Nessuna idea di comunità , nessuna logica di Bene Comune . Conta solo il beneficium individuale . Punto .

D’altra parte l’astro nascente è almeno coerente con la vocazione originaria di Forza Italia … questo glielo si deve riconoscere …

http://www.repubblica.it/politica/2015/04/07/news/_dico_in_tv_quello_che_non_va_ma_i_vecchi_del_partito_fanno_come_le_mogli_tradite_-111344673/

Fondazione e Banche : viaggio alla radice della corruzione

Fondazione-Cr-Cuneo

Nel 1990 il legislatore (v. la cosiddetta legge Amato), per ragioni che francamente non ho ben compreso – e che peraltro si fanno risalire comunemente ad una presunta volontà della UE – decise di scorporare il ramo aziendale degli Enti (fondazioni) Casse di Risparmio

Le tante Casse di Risparmio allora conferirono l’Azienda bancaria ad una neo-costituita SPA … e se ne rimasero con il semplice pacchetto azionario in pancia

Esempio : l’ente (Fondazione) Cassa di Risparmio di Vattelapesca costituisce la Banca di Vattelapesca SPA e le conferisce tutta l’attività di Banca (inoltre , al fine di non ingenerare equivoci sulla identità del soggetto-banca , la fondazione Cassa di Risparmio cambia anche la denominazione aggiungendo la parola “Fondazione” nel proprio titolo denominativo : da questo momento non è più “Banca” ma possiede il pacchetto azionario della Banca)

Ecco che a fronte di una medesima Attività bancaria si duplicano gli enti : alla originaria Fondazione si aggiunge una Società per Azioni – e si RADDOPPIANO anche gli organismi di “governance” : cda , presidente , vice-presidente , collegio sindacale , revisori interni etc.

Attenzione adesso a questo punto : la legge stabilisce che le fondazioni devono detenere il pacchetto azionario delle neo-costituite Banche SPA .

Cioè , il legislatore affermava che la mano pubblica non doveva risultare depauperata da questa trasformazione-duplicazione
Un’altra conseguenza rilevante era però questa : gli organi direttivi delle Banche SPA diventano soggetti al regime di responsabilità privatistica , cioè un regime assai più lasco rispetto al regime della responsabilità pubblica , propria delle ex Banche-Fondazioni .

E questo è tanto più vero se parliamo pure di controllo : un amministratore privato è virtualmente esentato dal controllo . In altri termini , il fenomeno delle Banche SPA controllate di fatto dalla politica MA NON PUBBLICHE IN SENSO GIURIDICO , è la combinazione ideale per la casta – che può attingere impunemente alle risorse “private” come se , in pratica , ne possedesse il bancomat – senza timore di affrontare le conseguenze altrimenti derivanti dal depauperamento di un ente formalmente pubblico !

Il sistema era piuttosto scandaloso , al punto che … colpo di scena ! Il legislatore , dopo avere , come si è visto , inizialmente (1990) imposto l’obbligo di detenere le azioni corrispondenti alle Attività bancarie dismesse – più tardi (2002) con decreto di Tremonti impose l’obbligo ESATTAMENTE OPPOSTO : le Fondazioni ex bancarie devono vendere le azioni delle Banche SPA .

Capito ? Anzichè prendere atto della sostanziale truffaldineria del dualismo Fondazione – Banca SPA , e ritornare al buon antico sistema della Fondazione-Banca-ente pubblico – il legislatore ha imposto , quale rimedio al malcostume della banca-bancomat , ha imposto , dicevo , all’ Ente pubblico Fondazione ex Banca di dismettere l’intero pacchetto azionario delle Banche SPA : in sostanza , si realizza il secondo step di una privatizzazzione “in due tempi” , per così dire , dell’attività bancaria tradizionalmente e localmente sviluppata sul Territorio dalle vecchie e gloriose Casse di Risparmio !

Poi naturalmente le cose non andarono esattamente così : nel senso che la politica (gli organismi di “governance” delle Fondazioni ex bancarie) non diede pienamente corso all’obbligo di dismissione delle partecipazioni azionarie nelle Banche SPA … ma questa è un’altra storia.

Ciò che mi preme rilevare è invece la dinamica , ed i suoi risvolti “comunicazionali” sulla pubblica opinione , dell’intero percorso normativo

Riassumendo :

tempo-1) – esiste un sistema di Banca Pubblica Territoriale , la Cassa di Risparmio , che funziona e svolge il suo bravo compito di sostegno all’ imprenditorialità locale

tempo-2 – si duplicano gli enti , cioè all’originaria Fondazione si aggiunge la SPA Cassa di risparmio soggetta al regime delle spa cioè delle società commerciali e al diritto civile – l’imperativo è snellire e meno “lacci e lacciuoli” (tipica espressione di craxiana memoria)

tempo-3 – si osserva come il nuovo assetto si rivela una manna per i politici , che possono saccheggiare le Banche , oramai sottratte al diritto pubblico e assoggettate alla normativa civilistica , con una speranza di impunità che prima si sognavano

tempo-4) – il legislatore stabilisce allora l’obbligo delle Fondazioni di vendere le azioni delle Banche SPA – motivazione : spezzare il legame politica-affari – risultato collaterale (diciamo pure danni collaterali) : privatizzazione del patrimonio pubblico bancario

Messaggio all’opinione pubblica : se vuoi sconfiggere la corruzione occorre privatizzare

Io invece dico (e questa è la mia conclusione) : se vuoi sconfiggere la corruzione occorre pubblicizzare – ma assoggettando l’azienda che si è pubblicizzata al diritto pubblico !

Ulteriore conclusione personale : la radice della corruzione (a parte il DNA “culturale” Italico), dicevo , la radice della corruzione è proprio il tanto apprezzato , in quanto asseritamente nuovo e originale , Sistema di Economia Mista pubblico-privata – che ha ricevuto la definitiva sanzione con la costituzione del 1948 .

E’ su questo ibrido che sguazza la politica – e il rimedio è facile : pubblico e privato devono tornare a essere due aree distinte e separate , come del resto succede in tutti i Paesi del mondo

Links :
http://www.camera.it/561?appro=421&Le+fondazioni+bancarie%3A+ricostruzione+normativa+%28profili+soggettivi%29%20%3E%3E%20www.cameracamera.it/561?appro=421&Le+fondazioni+bancarie:+ricostruzione+normativa+%28profili+soggettivi%29

Renzi si è fermato a Eboli (by Antonio Polito)

Stato-Mafia

Notevolissimo editoriale , che mi ha profondamente colpito , e che riporto integralmente.  Che il nuovo corso di Renzi metta in discussione il tradizionale (e risalente a prima ancora dell’unità) rapporto Stato-Mafia ? Se così venisse percepito , come non temere una nuova stagione stragistica come quella degli anni 1993-1994 (un biennio di crisi del rapporto Stato-Mafia) ?

Una stagione che si consumò solo dopo che Forza Italia – della quale venne evidentemente percepita , nella zona grigia dei servizi collusi , la funzione di garanzia – salì al governo …

Ma ecco l’articolo di Polito – del quale riporto in lettere maiscole i passaggi più intriganti :

http://www.corriere.it/editoriali/15_marzo_31/renzismo-si-fermato-eboli-f4a80c8e-d764-11e4-82ff-02a5d56630ca.shtml

Più che la minoranza interna, il rischio peggiore per il segretario è questa maggioranza esterna di notabili e cacicchi locali che, soprattutto da Roma in giù, controlla tuttora il partito: un ceto politico rimasto del tutto immune alla cosiddetta «rivoluzione» Renziana. Non si tratta solo della questione morale. Che pure conta.

L’ultimo arrestato in Campania, il sindaco di Ischia, non è uno qualunque: è un capo locale, uno capace di prendere 70 mila preferenze in tutto il Sud alle Europee fallendo per un soffio l’ascesa a Strasburgo, uno che fino a dieci anni fa stava in Forza Italia, un Nazareno ante litteram nella sua isola, che governava in un patto di ferro con la destra. Più che una devianza, incarna cioè una filosofia politica molto diffusa nel Pd campano, spesso usato come un taxi da chi è a caccia di potere. Vedremo se con lui il segretario sarà inflessibile come con Lupi o flessibile come con De Luca. Conterà molto il clamore mediatico: che in questo caso è assicurato, perché le duemila bottiglie del vino di D’Alema non hanno niente da invidiare al Rolex di Lupi.

Ma prima ancora che morale, il problema è politico. NEL MEZZOGIORNO RENZI E’ UN ESTRANEO . Ci si fa vedere anche poco, per la verità. E comunque non c’è una regione meridionale dove si possa dire che abbia cambiato verso al suo partito. I governatori e gli aspiranti governatori del Pd sono tutti esponenti di un’altra epoca, che traggono la loro forza dal sistema di consenso costruito sul territorio e che sono al massimo tollerati, non certo scelti, dal centro.

Crocetta in Sicilia, Emiliano in Puglia , Oliverio in Calabria , De Luca in Campania : niente di più lontano dalle camicie bianche, l’ e-government e i talk show. E dietro di loro si agita il solito coacervo di potentati locali, neanche correnti si possono chiamare, che non fanno nulla per nulla, piccole aziende il cui core business sono i voti , meglio se con le preferenze. Il Partito democratico nel Sud è spesso un verminaio in cui è impossibile mettere le mani senza sporcarsi: E RENZI NON AMA SPORCARSI .

Di conseguenza, hic sunt leones , ognuno si sbrana come può. Si spiega così l’impotenza dimostrata nella vicenda De Luca, quando Roma ha dovuto digerire la sua candidatura prima e la sua vittoria alle primarie dopo.

NON E’ DEL RESTO UN CASO SE NEL GOVERNO NON C’E’ NEANCHE UN MINISTRO MERIDIONALE , se la questione meridionale è stata ridotta all’utilizzo dei FONDI UE , SE A GESTIRLI C’E’ UN SIGNORE DI REGGIO EMILIA , se il Pd che va in televisione parla solo con l’accento Toscano, o al massimo lodigiano come Guerini. Il Sud è rimasto un grande buco nero della politica italiana, uno spazio vuoto non più riempito né da una idea né da una classe dirigente di peso nazionale. Ed è un grande punto interrogativo sul nuovo Partito democratico di Renzi, ancora troppo diverso dal suo elettorato.

Anche il mitico Bondi sostiene Renzi

banana

La notizia sarebbe irrilevante se non fosse che mi ha rammentato una mitica vignetta di Giannelli sul Corsera – dopo che il Banana aveva vomitato l’ennesima stronzata controcorrente e contro il politically correct – poi esaltandosi e alzandosi sui tacchi , petto in fuori , asserendo che Lui ha ben il coraggio di dire ciò che pensa – e subito Bondi che la faceva sua (la stronzata) , entusiasta.

Ebbene , la vignetta ritraeva entrambi , il Banana con la didascalia : “il coraggio di dire quello che pensa” – il povero Bondi con la didascalia “il coraggio di pensare quello che dice”

Peccato che non la trovo … e non ho tempo/voglia di fare ricerche approfondite

http://www.lastampa.it/2014/04/23/cultura/opinioni/editoriali/fi-ha-fallito-sosteniamo-renzi-lKfjfDuU6yxSmrsVb68lyM/pagina.html

Dell’Utri il colto (sul fatto)

Marcello Dell'Utri (L) listens to his la

Un nuovo guaio per il co-fondatore di Forza Italia

Oddio , rispetto al concorso esterno in associazione mafiosa , qui siamo alla minueteria delinquenziale (anche se non capisco l’imputazione di ricettazione : se i furti li ha commissionati lui stesso non è ricettazione …)

PS. notizia introvabile su Il Giornale

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_marzo_30/sequestrati-dell-utri-20-mila-libri-antichi-asportati-biblioteche-1730bca2-d6ce-11e4-a883-4c9c44a1b2f9.shtml